Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) e Conferenza di Servizi (CdS)
Applicati alle opere ferroviarie.
16 ore On-Demand
Contenuti:
◆ Valutazione ambientale strategica
◆ Valutazione di impatto ambientale (VIA)
◆ Provvedimento Unico Ambientale (PUA)
◆ Provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR)
◆ La Conferenza di Servizi (Preliminare, Istruttoria, Decisoria)
◆ Gestione della CdS
◆ Gestione delle mitigazioni ambientali
◆ Determinazioni conclusive


CONTENUTI DEL CORSO
Norme, procedimenti e progettazioni ambientali
Valutazione di impatto ambientale (VIA) dei progetti
Provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR)
La Conferenza di Servizi
CdS Preliminare, Istruttoria, Decisoria
Gestione dei progetti e degli appalti ferroviari
Applicazioni ferroviarie
Gestione operativa della CdS
Iter tecnico-amministrativo per l'approvazione dei progetti
Gestione delle mitigazioni ambientali
Recepimento delle prescrizioni
Determinazioni conclusive
ACCESSO IN DIFFERITA
Rivedi le lezioni per 12 mesi
MAteriale Formativo
Obiettivi del corso "Valutazione d’Impatto Ambientale e Conferenza di Servizi di opere ferroviarie"
Chi progetta, approva, appalta o esegue un’opera ferroviaria oggi si muove in un terreno complicato, dove si incrociano il Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006), la legge sul procedimento amministrativo (L. 241/1990), il Testo Unico Espropri (D.P.R. 327/2001), il regime speciale per le infrastrutture strategiche, le norme acceleratorie PNRR, il Codice degli appalti (d.lgs. 36/2023), ovviamente, e il codice del paesaggio (d.lgs. 42/2004).
Un errore di inquadramento — una VIA non richiesta, una Conferenza convocata male, un’intesa Stato-Regione saltata — si paga con ritardi, ricorsi al TAR, revoche di finanziamento e responsabilità personali.
Il corso forma professionisti capaci di muoversi in questo terreno con sicurezza. Al termine, ciascun partecipante sarà in grado di raggiungere quattro obiettivi concreti.
Capire quando serve la VIA e di che tipo. Imparerai a leggere gli Allegati II, II-bis, III e IV al Codice dell’Ambiente per stabilire se un’opera richiede VIA statale, VIA regionale, verifica di assoggettabilità oppure se resta fuori dalla disciplina ambientale. Il corso allena a riconoscere i quattro elementi che cambiano la risposta: natura della linea (grande distanza o regionale), tipo di intervento (opera nuova o modifica sostanziale), localizzazione in aree protette o siti Natura 2000, superamento delle soglie dimensionali.

Per quali lavori servono Valutazione d’Impatto Ambientale e Conferenza di Servizi?
Si lavora sui casi che più spesso mettono in difficoltà:
- l’elettrificazione di una linea regionale va in screening o basta una valutazione preliminare ex art. 6 c. 9?
- Un raddoppio in sede è modifica sostanziale o no? Una nuova fermata con parcheggio di scambio attiva lo screening o resta fuori?
- La soppressione di un passaggio a livello con sottovia richiede verifica di assoggettabilità o solo Conferenza ordinaria?
- Un hub intermodale con scalo ferroviario per treni completi ricade in Allegato II punto 15 o in Allegato II-bis?
- L’installazione di barriere antirumore o una nuova sottostazione elettrica in area vincolata fa scattare la VIA diretta?
- Un rinnovo di armamento con velocizzazione cambia natura dell’intervento?
Distinguere i tre strumenti decisionali. Conferenza di Servizi ordinaria nelle tre forme (preliminare, istruttoria, decisoria), Provvedimento Unico Ambientale statale (art. 27 TUA) e Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (art. 27-bis TUA). Il corso chiarisce come la scelta tra questi strumenti cambi tempi, documenti, enti da coinvolgere ed effetti urbanistici ed espropriativi, e come spesso vengano confusi anche da chi lavora nel settore da anni.
Orientarsi tra i regimi speciali. Saprai quando si applica il regime ordinario, quando quello delle infrastrutture strategiche (ancora vivo in via transitoria grazie all’art. 225 del nuovo Codice dei Contratti), quando le procedure commissariali e quelle PNRR. Capirai in quali casi una variante in corso d’opera richiede una nuova Conferenza, come si reitera il vincolo preordinato all’esproprio, come si formalizza l’intesa Stato-Regione sulla localizzazione, come si gestisce la verifica di ottemperanza alle condizioni ambientali.
Gestire in pratica una Conferenza di Servizi. Redigere l’avviso di convocazione, individuare correttamente gli enti da invitare (Ministeri, Soprintendenze, Regioni, Province, Comuni, Autorità di Bacino, ANAS, ANSFISA, ENAC, ENAV, Difesa, gestori di reti energia, gas, acqua, telecomunicazioni), rispettare i termini perentori, gestire il silenzio assenso, trattare il dissenso qualificato e le prescrizioni, scrivere una determinazione conclusiva che tenga e che sostituisca tutti gli altri atti di assenso.
Si affrontano i nodi tipici che si incontrano in pratica: saggi archeologici preventivi, autorizzazione paesaggistica, bonifica da ordigni bellici, pareri su rischio idraulico e idrogeologico, coordinamento con gestori reti per la risoluzione delle interferenze.
Il corso si chiude con un ponte verso la fase di gara e di esecuzione: come le prescrizioni VIA e CdS si trasformano in clausole contrattuali, CAM, requisiti premiali OEPV, obblighi di monitoraggio, categorie SOA da presidiare, riserve e contenzioso.
Novità del Decreto-Legge 19 febbraio 2026, n. 19
Il Decreto-Legge 19 febbraio 2026, n. 19 (all’art. 5) interviene sulla Legge n. 241/1990 introducendo significative misure di semplificazione e accelerazione per la Conferenza di Servizi.

Decreto-Legge 19 febbraio 2026, n. 19: Novità in 3 ambiti
- Riduzione drastica dei tempi procedurali
- Conferenza semplificata (art. 14-bis): Il termine perentorio entro il quale le amministrazioni devono rendere le proprie determinazioni è ridotto a un massimo di 30 giorni. Tale termine è elevato a 60 giorni (fatti salvi eventuali maggiori termini europei) solo se sono coinvolte amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali, della salute o dell’incolumità pubblica. Inoltre, le tempistiche previste per la conclusione (comma 7) vengono ridotte da 45 a 30 giorni.
- Conferenza simultanea (art. 14-ter): Anche in questo caso i tempi massimi di svolgimento scendono da 45 a 30 giorni nei casi ordinari, e da 90 a 60 giorni quando sono coinvolte le amministrazioni preposte alla tutela degli interessi sensibili (ambiente, paesaggio, beni culturali, ecc.).
- Motivazione, quantificazione dei costi e sostenibilità
- Le determinazioni espresse dagli enti devono essere congruamente motivate. Quando indicano prescrizioni o misure mitigatrici per poter concedere l’assenso, le amministrazioni devono quantificarne, ove possibile, i relativi costi.
- Viene sancito che le prescrizioni imposte devono obbligatoriamente conformarsi ai principi di proporzionalità, efficacia e sostenibilità finanziaria rispetto al progetto originariamente presentato.
- Questa regola viene estesa senza alcuna deroga a tutte le amministrazioni partecipanti, chiudendo a possibili eccezioni anche per gli enti competenti in materia urbanistica, paesaggistica, archeologica e di tutela del patrimonio culturale.
- Svolgimento telematico e rafforzamento del Silenzio-Assenso
- Quando si procede con l’esame contestuale degli interessi, l’amministrazione procedente è tenuta a convocare una riunione telematica.
- La portata del silenzio-assenso viene notevolmente ampliata: l’assenso senza condizioni si considera acquisito non soltanto quando le amministrazioni non partecipano o non si esprimono, ma anche quando esse esprimono un dissenso non motivato (ossia carente dei nuovi requisiti di proporzionalità e quantificazione) o quando sollevano questioni che non riguardano l’oggetto specifico della conferenza
Docenti del corso "Valutazione d’Impatto Ambientale e Conferenza di Servizi"
Il vero valore aggiunto del corso specialistico in “Conferenza dei Servizi e Valutazione di Impatto Ambientale di opere ferroviarie” risiede nel suo corpo docente, strutturato per offrire una doppia e fondamentale prospettiva: il punto di vista giuridico e quello ingegneristico-operativo.

L'esperienza specialistica
Nella realizzazione delle grandi infrastrutture ferroviarie, infatti, il diritto e la tecnica non viaggiano mai su binari separati.
Un procedimento di VIA o le prescrizioni di una Conferenza dei Servizi non sono meri passaggi burocratici, ma si traducono in precisi vincoli progettuali, come la gestione delle terre e rocce da scavo, la bonifica dei siti o le mitigazioni acustiche e paesaggistiche.
Affrontare questi complessi iter conoscendo solo una di queste due anime significa esporsi a gravi rischi: da un lato il blocco autorizzativo del progetto per un vizio formale, dall’altro l’incapacità di calare le prescrizioni legali nella realtà tecnica e cantierabile.
Per abbattere questi compartimenti stagni, è stato riunito un team di formatori di caratura nazionale, unendo queste due anime.
L’anima Giuridica: le regole, le procedure e la tutela ambientale La prospettiva normativa è garantita da avvocati cassazionisti di spicco, massimi esperti nel diritto amministrativo e ambientale.
Con una solida esperienza pluriennale di consulenza diretta per il Ministero dell’Ambiente e nella gestione di complessi contenziosi, questi docenti ci spiegheranno i meccanismi del Testo Unico Ambientale. Guideranno i discenti attraverso gli aspetti giuridici della VAS, della VIA (ordinaria e per i progetti PNRR), dei provvedimenti autorizzatori unici e delle bonifiche, fornendo le competenze tattiche per prevenire ricorsi e gestire con successo le dinamiche legali all’interno delle istruttorie e dei tavoli decisionali.
L’anima Ingegneristica: i progetti e la gestione operativa La visione tecnico-pratica è affidata ad un esperto di ingegneria, con decenni di esperienza direttiva sui più grandi appalti dell’Alta Velocità e dei principali nodi ferroviari nazionali.
Portiamo in aula la prospettiva concreta di chi ha guidato i programmi di investimento del principale Gestore dell’Infrastruttura, svelando come si istruisce operativamente una Conferenza dei Servizi, come si gestiscono i rapporti con gli Enti Locali, gli stakeholder e le Strutture Commissariali.
Insegneranno a trasformare i vincoli ambientali in soluzioni approvabili, risolvendo le criticità fino al collaudo dell’opera.
Cosa imparerai nel corso "Valutazione d’Impatto Ambientale e Conferenza di Servizi" - VIA e Cds
Questa capitolo descrive i contenuti che affronteremo insieme durante le 16 ore del corso, organizzati secondo l’ordine logico con cui un professionista incontra i problemi nella vita reale: dalla lettura iniziale di un progetto fino alla gestione delle ricadute contrattuali di un’autorizzazione acquisita.
L’obiettivo è fornirti una mappa ragionata della materia e un vocabolario operativo condiviso, che ti permetta poi di approfondire autonomamente i casi concreti che incontrerai nella tua attività.

per le opere ferroviarie
Il punto di partenza è la lettura di un progetto ferroviario e il riconoscimento delle caratteristiche che contano. Ragioneremo sulle opere che passano ogni giorno sulla scrivania di chi lavora nel settore:
- la nuova fermata ferroviaria in una cittadina di provincia,
- il cavalcaferrovia che sostituisce un vecchio passaggio a livello in zona agricola,
- la barriera antirumore lungo un tratto urbano,
- l’elettrificazione di una tratta regionale,
- il rifacimento di un ponte ferroviario su un corso d’acqua.
Opere apparentemente semplici, che nella pratica nascondono insidie procedurali pesantissime. Il corso ti guiderà a riconoscere gli elementi decisivi: natura della linea, tipologia dell’intervento, vincoli paesaggistici e archeologici, presenza di siti Natura 2000, fasce di rispetto, zone con potenziale presenza di ordigni bellici, interferenze con viabilità e sottoservizi.
Affronteremo poi l’inquadramento dell’opera nel corretto percorso autorizzativo: VIA statale, VIA regionale, verifica di assoggettabilità, valutazione preliminare ex art. 6 comma 9 del Codice dell’Ambiente, oppure procedimento ordinario senza VIA.
Chiariremo le differenze tra il regime ordinario e il perimetro speciale delle infrastrutture strategiche ex legge 443/2001, delle procedure commissariali e delle procedure acceleratorie PNRR.
Un’attenzione particolare sarà dedicata ai casi insidiosi, quelli che in azienda fanno perdere il sonno a RUP e project manager.
L’elettrificazione di linea regionale che sembra manutenzione straordinaria e invece configura modifica sostanziale ex art. 5 lett. l-bis. Il rinnovo armamento con velocizzazione che, attraversando un’area SIC per pochi chilometri, attiva la VIA diretta senza screening ex art. 6 comma 7 lett. b.
La piccola fermata con parcheggio di scambio che finisce in Allegato IV per superfici urbanizzate oltre le soglie. La soppressione di passaggio a livello con sottovia che attiva prescrizioni dell’Autorità di Bacino per interferenza con reticolo idrico minore, della Soprintendenza per ritrovamenti archeologici, della Difesa per bonifica da ordigni bellici.
Il rifacimento di un ponte storico che fa scattare il nulla osta culturale. Sbagliare questi inquadramenti significa esporre il provvedimento al rischio di annullamento giurisdizionale, con conseguenze pesantissime se l’opera è già in gara o in esecuzione.
Ci soffermeremo sulla mappa degli enti da coinvolgere, per distinguere chi ha potere decisorio da chi è consultivo, chi produce silenzio assenso da chi esprime parere sempre necessario.
Evidenzieremo il rischio della convocazione incompleta: dimenticare un ente titolare di interesse qualificato espone la determinazione al ricorso al TAR con effetto caducante sull’intero procedimento.
Esamineremo i documenti procedurali che scandiscono l’iter, lavorando su modelli reali di stazioni appaltanti ferroviarie. Analizzeremo sia quelli ben costruiti sia quelli che hanno generato contenzioso, per trasmettere non solo la forma corretta ma anche la logica che sta dietro alle scelte di redazione.
Tratteremo la gestione di tempi e soggetti durante la Conferenza: cronoprogramma realistico con termini perentori, sospensioni per integrazioni, tempi dell’intesa Stato-Regione, milestone PNRR. Parleremo anche delle scadenze delle autorizzazioni già acquisite, tema spesso trascurato che produce i blocchi più dolorosi a cantieri in avvio.
L’autorizzazione paesaggistica ex art. 146 D.Lgs. 42/2004 ha validità quinquennale, il parere della Difesa dura cinque anni, il provvedimento di VIA ha efficacia minima quinquennale con possibilità di proroga da richiedere almeno 120 giorni prima della scadenza, il vincolo preordinato all’esproprio decade se non seguito dalla dichiarazione di pubblica utilità.
Chiuderemo il corso con le ricadute delle prescrizioni sulla gara e sull’esecuzione, dove si annidano i rischi più costosi. Affidare un appalto con un progetto esecutivo che non ha recepito le prescrizioni VIA e CdS espone a riserve dell’impresa, varianti onerose, sospensioni dei lavori, fino alla risoluzione del contratto.
La mancata ottemperanza alle condizioni VIA comporta sanzioni ex art. 29 TUA, revoca del provvedimento, obbligo di demolizione e ripristino. Sul fronte PNRR il mancato rispetto delle milestone può comportare revoca del finanziamento.
Vedremo come un provvedimento di VIA o un parere di Soprintendenza vadano letti con occhi da Stazione Appaltante e da impresa insieme, anticipando le ricadute su categorie SOA, Sistemi di Qualificazione RFI, monitoraggio ambientale e requisiti premiali OEPV prima che si trasformino in riserve, penali o contenziosi.
Valutazione d’Impatto Ambientale e Conferenza di Servizi
Programma delle lezioni
LEZIONE 1 – DIRITTO AMBIENTALE
Lezione 1 – Diritto ambientale
[4 ore]
Contenuti: le principali discipline di settore in materia ambientale che devono essere considerate ai fini della realizzazione di infrastrutture pubbliche e nell’esercizio di attività potenzialmente inquinanti. In particolare, verranno affrontate le seguenti tematiche. Cenni alla valutazione ambientale strategica prevista dal d.lgs. n. 152/2006, parte II
Il procedimento di valutazione di impatto ambientale (di seguito: VIA) di competenza statale in base agli artt. 23, ss., d.lgs. n. 152/2006.
L’art. 27, d.lgs. n. 152/2006: il provvedimento unico ambientale di competenza statale (PUA).
Il procedimento di VIA relativo alle opere di competenza statale rientranti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per i progetti riconducibili al Piano nazionale energia e clima (PNIEC)-
L’art. 27 bis, d.lgs. n. 152/2006: il provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR).
Controlli e sanzioni.
La VIA postuma.
Bonifica dei siti contaminati ai sensi del d.lgs. n. 152/2006, parte IV: definizioni e nozioni essenziali.
Autorità competenti in materia di bonifica.
Differenze tra abbandono di rifiuti e bonifica.
Procedimenti ordinari e speciali di bonifica.
Docente: Avv. Luisa Giampietro, avvocato Cassazionista. Dal 2017 è componente del Consiglio Direttivo dell’Associazione Giuristi Ambientali, è vice-presidente dell’Associazione “Systasis – Centro Studi per la prevenzione e la gestione dei conflitti ambientali” (Roma/Milano/Sassari) e membro del Comitato scientifico della rivista Ambiente & Sviluppo.
Avv. Alberta Milone, Avvocato cassazionista, svolge la propria attività professionale in materia di diritto ambientale, con esperienza presso il Ministero dell’Ambiente nei procedimenti di VIA. Svolge attività di consulenza e contenzioso amministrativo ed è docente in corsi universitari e di alta formazione.
LEZIONE 2 – LA CONFERENZA DI SERVIZI – INQUADRAMENTO GIURIDICO
Lezione 2 – La Conferenza di Servizi – inquadramento giuridico
[4 ore]
Contenuti: Il modulo ha ad oggetto le disposizioni in materia di conferenza di servizi previste dalla l. n. 241/1990, da ultimo modificata dal d.l. n. 19/2026, con riferimento in particolare, ai seguenti temi:
- Conferenza di servizi preliminare (art. 14, comma 3, l. n. 241/1990)
- Conferenza di servizi istruttoria (art. 14, comma 1, l. n. 241/1990)
- Conferenza di servizi decisoria (art. 14 – bis e 14 – ter, l. n. 241/1990)
Docenti: Avv. Luisa Giampietro, avvocato Cassazionista. Dal 2017 è componente del Consiglio Direttivo dell’Associazione Giuristi Ambientali, è vice-presidente dell’Associazione “Systasis – Centro Studi per la prevenzione e la gestione dei conflitti ambientali” (Roma/Milano/Sassari) e membro del Comitato scientifico della rivista Ambiente & Sviluppo.
Avv. Alberta Milone, Avvocato cassazionista, esperta in diritto ambientale, con esperienza presso il Ministero dell’Ambiente nei procedimenti di VIA. Svolge attività di consulenza e contenzioso amministrativo ed è docente in corsi universitari e di alta formazione.
LEZIONE 3 – COMPATIBILITÀ AMBIENTALE E PAESAGGISTICA DEI PROGETTI FERROVIARI
Lezione 3 – Compatibilità ambientale e paesaggistica dei progetti ferroviari
[4 ore]
Contenuti: Gestione operativa della Conferenza dei Servizi (CdS) per le opere ferroviarie.
l’iter tecnico-amministrativo per l’approvazione dei progetti, ottimizzando l’interlocuzione con Ministeri ed Enti Locali
Risoluzione delle criticità autorizzative, gestione delle mitigazioni ambientali. Recepimento delle prescrizioni.
Docente: Ing. Francesco Bocchimuzzo, già Dirigente di Rete Ferroviaria Italiana ed esperto CCT, è autore del volume “La realizzazione dei lavori pubblici nelle ferrovie. Le regole generali” edito dal CIFI. Esperienza quarantennale nella gestione degli appalti e nel collaudo tecnico-amministrativo.
LEZIONE 4 – GESTIONE OPERATIVA DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI (CDS) PER LE OPERE FERROVIARIE
Lezione 4 – Gestione operativa della Conferenza dei Servizi (CdS) per le opere ferroviarie
[4 ore]
Contenuti: conduzione pratica delle Conferenze di Servizi per l’approvazione dei progetti di investimento, incluse quelle indette da Strutture Commissariali
come gestire i rapporti con Enti Locali e stakeholder, redigere le determinazioni conclusive e istruire operativamente l’accoglimento delle prescrizioni formulate da terzi
risolvendo criticità procedurali e potenziali contenziosi autorizzativi
Docente: Ing. Francesco Bocchimuzzo, già Dirigente di Rete Ferroviaria Italiana ed esperto CCT, è autore del volume “La realizzazione dei lavori pubblici nelle ferrovie. Le regole generali” edito dal CIFI. Esperienza quarantennale nella gestione degli appalti e nel collaudo tecnico-amministrativo
Test di apprendimento
Esame di apprendimento dei contenuti
L’esame è obbligatorio per chi richiede l’attestato di partecipazione
ORGANIZZAZIONE

Oltre all'attestato del corso VIA e CdS di Opere ferroviarie puoi
Conseguire l'attestato di Ingegnere ferroviario specializzato in Gestione Appalti
Requisiti per il conseguimento degli Attestati CIFI
Gli attestati CIFI sono rilasciati al termine di un percorso formativo strutturato, al superamento di specifici requisiti di frequenza e valutazione. Non esistono prerequisiti obbligatori di accesso per titolo di studio o anni di esperienza: il percorso CIFI è aperto a tutti coloro che vogliano strutturare e documentare la propria crescita professionale nel settore ferroviario.
Riconoscimento di corsi già seguiti
Chi ha frequentato in passato, o sta attualmente frequentando, uno o più corsi del Catalogo Formativo CIFI — in diretta o On-Demand — può richiedere il riconoscimento di quei corsi ai fini del conseguimento dell’attestato. Non è necessario aver seguito i corsi in un ordine predefinito: conta il risultato, non il momento in cui è stato conseguito.
Iscrizione al percorso agevolato
Chi sceglie di iscriversi direttamente a uno dei percorsi “Ingegnere Ferroviario” beneficia di condizioni economiche agevolate rispetto alla somma dei costi dei singoli corsi acquistati separatamente. Le condizioni economiche agevolate sono indicate nella sezione “Costi di Adesione” del presente documento.
Requisiti specifici per ciascun attestato
A — Attestato CIFI Ingegnere Ferroviario
Frequenza del corso base “Ingegnere Ferroviario” da 54 ore, erogato in diretta (FAD sincrona) o On-Demand, e superamento della valutazione finale di apprendimento. Il corso base è il prerequisito comune e obbligatorio per tutti i percorsi successivi.
B - Attestato CIFI Ingegnere Ferroviario Specializzato in [area]
Possesso dell’Attestato CIFI Ingegnere Ferroviario — Frequenza e superamento della valutazione finale di almeno 2 corsi del Catalogo Formativo CIFI, entrambi appartenenti alla stessa macro-area di specializzazione
Le macro-aree disponibili sono: Formazione Ferroviaria (corsi trasversali di sistema) — Sicurezza Ferroviaria — Gestione Appalti — Infrastruttura — Veicoli. L’area di specializzazione conseguita è riportata esplicitamente nell’attestato. Se i 2 corsi appartengono a macro-aree diverse, l’attestato Specializzato non può essere rilasciato: i corsi potranno essere valorizzati singolarmente, ma non ai fini di questo percorso.
C - Attestato CIFI Ingegnere Ferroviario Manager
Possesso dell’Attestato CIFI Ingegnere Ferroviario — Frequenza e superamento della valutazione finale di almeno 4 corsi del Catalogo Formativo CIFI, di cui obbligatoriamente il corso HOF Rail Expert — Fattori Umani e Organizzativi — I restanti 3 corsi sono a libera scelta nel Catalogo Formativo CIFI, senza vincoli di macro-area.
Possono accedere all’attestato CIFI Ingegnere Ferroviario Manager esclusivamente i soci CIFI e i dipendenti dei soci collettivi.
D - Attestato CIFI Ingegnere Ferroviario Specializzato Senior in [area]
Possesso dell’Attestato CIFI Ingegnere Ferroviario Specializzato in [area] — Frequenza e superamento della valutazione finale di ulteriori corsi del Catalogo Formativo CIFI nella stessa macro-area del percorso Specializzato già conseguito, fino a raggiungere un totale di 4 corsi specialistici tutti appartenenti alla medesima macro-area.
Possono accedere all’attestato CIFI Ingegnere Ferroviario Specializzato Senior esclusivamente i soci CIFI e i dipendenti dei soci collettivi.
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